Chi è Dimitri

 

DIMI, IN UNITÀ SPINALE, ERA UNO DI QUELLI CHIAMATO ROCCIA

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La sua Storia

Il 13 maggio 2016, mancavano otto giorni al compimento dei suoi 15 anni, con un suo amico, scendeva a scapicollo, con una specie di mountain bike, da una collina di Serres, in Tessalonica. Voleva provare a imitare suo padre che aveva fatto downhill. Il destino lo ha fermato contro un albero e si è procurato una lesione alla 2° vertebra cervicale. La conseguenza, una grave tetraplegia.

La lesione a livello C2 aveva causato anche la perdita della respirazione e la conseguente necessità di essere tracheostomizzato e di utilizzare ventilatori meccanici. Grazie ad una soluzione innovativa, sperimentata nell’Unità Spinale di Niguarda, nel 2018 gli sono stati impiantati nel diaframma paralizzato degli stimolatori elettrici, comandati da un dispositivo esterno. Solo da allora Dimitri riesce a respirare più facilmente, senza troppa sofferenza e a parlare più facilmente.

 

Suo padre Simone, per non accettare che morisse, ha lasciato il resto della famiglia per portarlo in Italia, dove lui era nato, Falconara marittima nella casa del nonno, da cui si poteva raggiungere il reparto di terapia intensiva dell’Ospedale di Ancona, dove Dimitri ha ricevuto le prime amorevoli cure. Simone dovette lasciare Nikoletta, per la quale si era trasferito in Grecia, perché si prendesse cura di Alessio, il fratellino di Dimi,  e continuasse a portare avanti l’attività commerciale che costituisce l’unica fonte di reddito, insufficiente per pagare i costi che da quel momento sono sopraggiunti.

I mesi passavano e fu necessario trasferire Dimitri nell’Unità Spinale dell’Ospedale di Niguarda a Milano dove suo padre, dovendo accudire Dimitri h24, affiancando lo splendido personale medico e infermieristico dell’U.S., ha vissuto per più di due anni e dove, periodicamente, per cure e interventi, devono tornare, a volte urgentemente.

A Falconara, l’anno scorso anno hanno dovuto lasciare la casa con gradini ovunque, del nonno, inadeguata per ospitare una persona in carrozzella, perché sono riusciti a trovare un appartamento dove poter vivere. La salute di Dimitri rimane precaria e può essere curato gratuitamente solo in pochi centri d’eccellenza. Con il veicolo che oggi hanno, per percorre i 437 km di strada ci vogliono 6 ore. Oggi Dimitri ha 21 anni, è un gigante alto quasi 2 metri e in carrozzina pesa 220kg. ha una brillante intelligenza, oltre che un grande cuore, che lo hanno motivato ad iscriversi alla facoltà di Ingegneria di Ancona, per poter realizzare almeno uno dei due suoi sogni. Diventare ingegnere navale o progettare nuovi e più evoluti apparati e strumenti, per chi è disabile come lui. Per Simone e Dimitri non è pensabile tornare a vivere in Grecia. Il più bello, grande ma doloroso desiderio di tutta la famiglia è quello di stare tutti e quattro insieme. Vorrebbero poterlo fare almeno un paio di volte all’anno, durante le festività natalizie e quando mamma Nikoletta riesce a prendersi un po’ di ferie.

La vita di Dimitri

La conduzione

Dimi governa la carrozzella muovendola con un joystck appoggiato sul mento

Il Nonno

Suo nonno gli aveva insegnato a governare una barca a vela, ma oggi, per viaggiare, papà Simone non può caricarlo sul veliero con cui Dimi sognava di solcare i mari

Gli Studi

Dimi studia ingegneria alla facoltà di Ancona

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